
L' FRED CALD
L' FRED CALD
Parlando di ambienti di lavoro è stato
emblematico l'episodio avvenuto nella officina
della segheria (di marmo) Donati. Carlo Tigneta vi
lavorava come tornitore
In ogni segheria esisteva una officina meccanica per il
pronto intervento e la riparazione, dei macchinar! atti
alla lavorazione del marmo.
L'officina, nella segheria di "Donati", dove lavorava
Carlo d' Tigneta, con la mansione di tornitore, era l'e-
sempio di come i padroni abbiano sempre considerato
la manutenzione un male necessario, su cui non vale la
pena di spendere una lira.
L'officina era un capannone tutto vetrate, o per lo meno
lo sarebbe stato quando in un futuro improbabile avreb-
bero messo i vetri.
Era gennaio, uno di quegli inverni che i ricordi ci dico-
no freddissimi. Carlo è dietro al suo tornio, l'insepara-
bile "pepelina" ben calzata sulla testa, la sciarpa arroto-
lata attorno al volto lascia scoperto solo gli occhi, le
spalle ritirate, ed ogni tanto un brivido lo scuote. Entra,
in quella ghiacciaia Donati, il padrone. Questo il dia-
logo :
-Adora Carlo, a ne propri fred.... è ?
Carlo reclina un poco il capo e ripete l'ultima vocale
-E'?
Donati se ne va. Il mattino dopo la scena si ripete.
- Adora Carlo, a ne proprifred... è ?
Carlo lo guarda, reclina su un lato il capo, e :
-E' ? t't'sen v'nut a scaldar ?
Racconto tratti dal libro "UN ZIGHININ D'L'AVENZA" scritto da FRANCO MENCONI
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