BAR 'N CIM ALPONT
L bar d'l Mancin sul ponte di Avenza. dagli anni '70 ad oggi. ha visto avvicendarsi diversi proprietari e gestori. Uno di questi, a cui va il merito di averlo modernizza- to, dopo averlo rilevato decise di renderlo più acco- gliente; fu dato inizio ai lavori alla cui fine seguì un rin- fresco di inaugurazione che durò tutto il giorno, e tutta Avenza partecipò alla festa, anche perché il proprietario era una persona conosciuta (pur non essendo di Avenza). Di nobili origini napoletane, si era fatto strada svolgen- do. da artigiano, una professione che non tutti vorreb- bero fare. (svuotamento dei pozzi neri e spurgo fogne) e che svolta con serietà e dignità gli aveva dato modo di farsi conoscere e stimare. Aveva cambiato anche nome al bar. ed essendo di nobi- li origini pensò bene di esporre anche lo stemma del casato;"mal gliene incolse", come si suoi dire, difatti nel bei mezzo della festa, ad un tavolo dove erano sedu- ti Bibio, Silvie. Palmin, ed altri, il nuovo proprietario si avvicinò per sentire se tutto era di loro gradimento. rispose Bibio per tutti : - T'afat un bel Bar, al'è tut bon, anch il vin. Però... però. a t ' dev far n 'apunt. - Dimmi Bibio! rispose già allarmato. -'Nd'l'Stema d'Fami(d)gia ai manc qualcò ! - Che cosa ? Replicò ormai certo di essere caduto in trappola. Bibio si aggiustò bene sulla sedia, si schiarì la voce e con tutta la potenza della sua voce nasale, sparò : - 'Lforcon dal loz. e la pipa dal buitin. Racconto tratti dal libro "UN ZIGHININ D'L'AVENZA" scritto da FRANCO MENCONI



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