LA VITA DI PAESE ANNOIA
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Un tranquillo pomeriggio, nel bar di Marco
d'Napulion, 'n "Savrudin", alcuni avventori giocavano
a carte in mezzo a una nuvola di fumo.
Selico, Babuina. Paraquì, Gineto, Gaultiero probabil-
mente erano del gruppo, litigavano e si mandavano a
quel paese ogni qualvolta le carte glielo permettevano...
una giornata noiosa.
Marco guarda i suoi clienti mentre giocano, ma il suo
pensiero costante è quella bottiglia lassù in alto, quella
che dopo tanto tempo è ancora da stappare.
E il ricordo corre a quel giorno d'inverno; credendo di
essere solo dentro il bar, il grembiule, come sempre
arrotolato e infilato da una parte nella cintola, le brac-
cia appoggiate alla macchina del caffè, gli occhi in alto
a guardare quella bottiglia ingrata, aveva esclamato ad
alta voce:
- "S'al fuss per tè a magn'ré".
La notizia che Marco parlava con le bottiglie (piene)
fece il giro del paese in men che non si dica.
Fu risvegliato dai suoi pensieri da una voce "fùresta", e
gli sembrò che gli stesse chiedendo una informazione,
guardò in faccia colui che tanto aveva osato e gli chie-
se di ripetere.
- Le stavo chiedendo se conosce la signora Ida Braida,
è tutto il pomeriggio che sto chiedendo ma nessuno mi
sa dire dove abita. Il paese non è poi così grosso come
è possibile che nessuno la conosca ?
Marco rispose che in effetti anche lui non conosceva
questa signora e che ad Avenza era molto usato il
soprannome, o sapeva quello o era un problema rin-
tracciarla, e così dicendo si rivolse verso i suoi clienti,
che nel frattempo come un tutt'uno si erano zittiti e
girati verso quello "straniero".
'L ragionier ripetè: - "Braida Ida",
Ida... ci pensò su ancora qualche istante:
- A n' sirà mica la Ida d'la Bastarda ?
Marco pensieroso replicò:
- Chi ? so ma' del Sciacal ? E', al po' esser.
Lo straniero più che risentito sbottò:
- Come vi permettete di offendere la Braida? E' mia parente.
A questo punto '1 Ragionier rivolgendosi a Babuina chiese:
- T'a 'ntes ? second tè, che Ida a le'? A l'ha mica un
fì(d)giol chi son il piano ?
-No/fu la risposta.
- Adora.... a le' a lé, la Ida d'la Bastarda.
Lo sdegno avvampò negli occhi del malcapitato, con la
voce stizzita gridò :
- Vi denuncio tutti. Dovete smetterla di offendere la gente.
'L Ragionier si alzò in piedi a prendere le difese di
quello sconosciuto.
- la rascion... è ! Mo' a le'ora d'f n'irla. Braida Ida ha
detto, (passando dal dialetto all'italiano) Braida. ripetè
ancora.
-Ma, so ma' (riprendendo il dialetto e rivolgendosi ai
suoi compari), so ma ', chi a le' ?
- "La Bastarda". Dissero in coro.
Lo videro allontanarsi che lanciava tuoni e fulmini, si
guardarono tutti in faccia ed 'I Ragionier parlò per tutti:
- Speriamo che doman a n 'arven un 'altr.
Racconto tratti dal libro "UN ZIGHININ D'L'AVENZA" scritto da FRANCO MENCONI
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