Carrara non svenda i suoi monti PDF Stampa E-mail
Carrara news
Sabato 11 Giugno 2011 06:35

«Carrara non svenda i suoi monti»

«La ricchezza di Carrara non è il marmo, ma il lavoro del marmo. Senza questo plus valore, fatto di tradizione, arte e cultura, la pietra è solo un pezzo di monte». È questa la lezione dell'architetto Mario Botta che, con poche parole, esprime tutta l'importanza di quella filiera del marmo che la città insegue da decenni.  È stato Mario Botta l'archistar dell'incontro dibattito «progettare con il marmo» organizzato nell'ambito dell'evento Carrara Marble week. Una manifestazione (chiuderà i battenti domenica) che ha davvero stregato la città: all'incontro in Camera di Commercio la sala di rappresentanza era gremita. Merito dei big, da Philippe Daverio fino a Mario Bellini e alla direttrice di Interni Gilda Boiardi. Vi era anche un rappresentante dello studio di Peter Marino.  Una platea da rock star per un architetto, Mario Botta, che ha saputo davvero incantare.  E che, ha suscitato applausi a scena aperta quando ha dichiarato: «Io sono un muratore, senza l'arte, l'intelligenza e il lavoro dell'uomo, il marmo è uno strumento neutro. Solo un pezzo di monte»  

 La lezione di Botta: Carrara non deve svendere le sue montagne». Ha le idee chiare l'archietto svizzero famoso in tutto il mondo per opere che, come lui stesso ha dichiarato: «si spera sempre che durino nel tempo, sfidando l'eternità». I suoi sono precetti preziosi, che arrivano proprio in un momento in cui la città si sta interrogando sulle cave, sul nuovo sistema di tassazione e sui disagi creati dal traffico pesante.  «Carrara deve vendere oltre al marmo la sua cultura, la storia, l'artigianalità, la capacità, dle materiale di essere modeallato - ha dichiarato Botta - La città non deve rassegnarsi a svendere la montagne: senza aggiungerci questo plus valore che è l'identità stessa di Carrara e della sua gente».  «Il materiale marmo, in sè non è un valore - ha continuato Botta - Il suo valore è dato dal lavoro, dal senso della tradizione, del genius loci carrarese».  E proprio l'architetto che ha usato la pietra per i progetti più ambiziosi e importanti, diventando uno dei simboli del «made in Italy» in tutto il mondo lancia un messaggio alla città: «La scommessa del marmo sarà tutta nella sua capacità di offrire il valore aggiunto della qualità e della lavorazione».  

L'archistar: io sono solo un muratore. Un esordio che lascia la platea ammutolita quello di Mario Botta.  «Io sono un muratore - dichiara l'architetto svizzero della maxi ristrutturazione del teatro la Scala di Milano - Ogni volta che costruisco mi ricordo il significato antico di questa parola, che è mettere"pietra su pietra", non si dice plastica su platica, o ferro su ferro. La costruzione diventa così la speranza dell'uomo di trasformare la natura. E, l'utilizzo del marmo e della pietra, incarna il sogno dell'uomo di aspirare all'eternità. Di lasciare alle generazioni future una testimonianza delle nostre speranze».

di Alessandra Vivoli

 
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