Il marchio dei vip a caccia di sartine PDF Stampa E-mail
Avenza news
Venerdì 11 Dicembre 2009 00:00

Nella crisi c’è chi guarda al futuro e si attrezza per il 2011, quando si prevede lo spiraglio della ripresa. E’ così alla D’Avenza, azienda leader nella moda uomo, che vanta 50 anni di successi e che ha vestito i vip di tutto il mondo (da Bush a Putin, a Marlon Brando, suo è il celebre cappotto cammello di «Ultimo tango a Parigi», a Nicolas Cage. Manca all’appello solo Obama), si organizzano corsi di formazione per sarte, per essere pronti a cavalcare l’onda del rilancio, senza nulla togliere alla proverbiale professionalità. Così con la collaborazione della Provincia di Massa Carrara, nell’azienda di Nazzano prenderanno il via corsi di 1800 ore per 12 aspiranti sartine che alla fine sostituiranno quelle maestranze adesso vicine alla pensione che con una professionalità unica e una capacità lavorativa apprezzata in tutto il mondo hanno fatto grande la D’Avenza sulle passerelle dell’intero globo. 800 ore teoriche e 1000 ore sul campo: dove le future sartine non saranno chiamate a rispondere a una catena di montaggio, ma, come nelle migliori tradizioni sartoriali dell’azienda di Renato Cecchi, saranno alle prese con ago e filo e con una manualità in via d’estinzione.

Proprio come una volta e proprio come pretendono le celebrity che vestono su misura giacche, pantaloni e cappotti con la griffe celebre in tutto il mondo. «Il corso — ha spiegato il direttore Fabrizio Braschi — è per non perdere quella professionalità e quella competenza che da sempre distingue le confezioni fatte ancora a mano della D’Avenza. Qui da noi, e lo dico con tono polemico, si fa il vero made in Italy: quello che nasce ed esce del tutto confezionato da maestranze italiane. Non come succede altrove. Per questo vogliamo formare le nostre sarte. Qundo sarà finito il corso si prevede di uscire dalla crisi e di poter riprendere con le assunzioni, con la sostituzione del turn over e l’inserimento delle ragazze nel ciclo produttivo». Nonostante la crisi occupazionale è difficile trovare persone veramente motivate e che conoscano un mestiere ormai in via d’estinzione.Intanto alla D’avenza, con 70 sarte al lavoro, si continua a produrre una quarantina di capi al giorno destinati a capitani d’industria, attori e politici internazionali. Proprio ieri è stato siglato l’accordo con i dirigenti della Carrarese che vestiranno la giacca blu D’Avenza. Proprio lo scorso anno l’azienda di Cecchi ha festeggiato con una suggestiva cerimonia in Capannina a Forte dei Marmi le 50 candeline e continua con una produzione a 5 stelle. Descrive le nuove collezioni il direttore commerciale Lucio Innocenti: «La linea invernale è costituita dalla giacca informale, colorata, in shetland e tessuti inglesi. Per l’estate avreno 15 colori con tessuti di lino, seta, lana».

 
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