Palazzo Binelli ospita le statue del Canova PDF Stampa E-mail
Carrara news
Lunedì 27 Giugno 2011 14:26

E’ IL SIMBOLO della Carrara dei tempi d’oro. I suoi affreschi, le sue scale di marmo, i suoi saloni, il suo giardino hanno visto l’entusiasmo della Carrara ottocentesca, quella degli imprenditori che si tassavano, costruivano palazzi, ospedali e viali, che portavano il nostro marmo in tutto il mondo e con esso il nome alto della città. Che intanto cresceva in economia e cultura. Dal 1884, quando la famiglia Binelli decise di avere la sua residenza nella elegante via Verdi, il palazzo ha vissuto con la città, prima il suo splendore, poi la sua decadenza. Ora è restituito alla collettività dopo un attento restauro durato più di due anni voluto dalla Fondazione Crc che con circa 6 milioni di euro ha realizzato lì la propria sede, un nuovo centro espositivo, per spettacoli e convegni. Un punto culturale di una città che in queste ultime settimane ha vissuto di una nuova energia e di una nuova effervescenza.

 

 

 

La cerimonia di inaugurazione dove il sindaco Angelo Zubbani ha salutato l’evento "non come un punto di arrivo, ma un punto di partenza: la rinascita di un’intera città che con la restituzione del palazzo Binelli riscopre due importanti gioielli: l’edificio della borghesia più importante e i gessi finora in soffitta" che in esso saranno esposti per l’intera stagione estiva. Di fronte al pubblico delle grandi occasioni, 300 invitati, il presidente delle Fondazioni Giuseppe Guzzetti ha ricordato il ruolo dell’istituzione: "sostenere e supportare i progetti del terzo settore». Poi il presidente di Carige, Giovanni Berneschi, che invece ha ricordato il ruolo della banca "che è vincente se è del territorio". Infine il padrone di casa, Alberto Pincione, che ha paragonato lo spirito dell’Ottocento, quello dei moti unitari, a quella riscoperta dell’orgoglio locale che la città sta vivendo adesso. Preludendo a un nuovo risorgimento, Pincione ha poi parlato del suo miracolo, l’aver restituito alla città uno dei suoi più importanti tesori, da decenni nel degrado. Con 2 milioni per acquistarlo e 4 per ristrutturarlo, il palazzo è stato fedelmente restituito allo splendore antico con i restauri realizzati da Antonella Radicchi e Marilena Bongiovanni, la direzione di Bernardo Bernardi, i calcoli degli ingegneri Orsini e Bartoli e i lavori della Cattolica costruzioni. «E’ stato un recupero — ha spiegato il presidente — rispettoso dell’impianto architettonico e artistico iniziale previsto dall’architetto Leandro Caselli. Gli affreschi sono stati fedelmente restaurati così come i pavimenti in legno ricostruiti come in origine». Poi via alla visita della mostra dei gessi, quella "D’après Canova" realizzata dall’Accademia con la sapiente cura di Alba Macripò e Anna Laghi. In mostra 27 calchi di opere che adesso sono esposte nei musei di tutto il mondo: gessi che hanno fatto la storia della scultura dell’Ottocento, quando in città venivano i più grandi maestri da Thorvaldsen a Benedetto Cacciatori, allo stesso Canova di cui è esposta la celebre Letizia Ramolino Buonaparte a preludio della prossima tappa della restituzione dei gessi alla città. Su impegno del corso di restauro dell’Accademia e del direttore Marco Baudinelli saranno quindi recuperati e tolti alla polvere tutti i gessi adesso accalcati nei magazzini di Piazza Mazzini che, mano a mano, saranno restituiti alla città. Una collezione rara e preziosa, che sta a testimoniare la grandeur della Carrara di un tempo e che potrebbero essere il simbolo della città ritrovata.

 
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