La spiaggia libera? Nascosta PDF Stampa E-mail
Carrara news
Martedì 12 Luglio 2011 13:14

«Scusi, sa dirmi dov'è la spiaggia libera?». «È qui, ci siete di fronte». «Ah, si entra di qua, ma è sicuro, si può passare?» Il dialogo - giuro autentico - tra una famigliola di reggiani in vacanza "corta" e un signore di Marina, si svolge (ieri pomeriggio) alla Fossa Maestra. Davanti alla spiaggia libera comunale. Chè c'è, ma hanno ragione i turisti, è quasi invisibile. Quasi invisibile e per metà a pagamento. Cioè: metà dell'arenile è occupato da ombrelloni e sdraio a pagamento che vengono affittati anche per l'intera stagione, che stanno lì fissi (nel senso che non vengono messi solo su richiesta dei bagnanti).  Anni fa, nell'estate del 2003, ci fu, dalla Fossa Maestra al porto, una rivolta contro le spiagge "libere ma a pagamento": i bagnanti inorsero contro la decisione del Comune di assegnare il 30% della spiaggia a strutture fisse. Una battaglia perduta, almeno alla Fossa. Dove oggi (da alcuni anni) la spiaggia attrezzata è il 50% dellla superficie «libera».  Una scelta che ormai non fa più notizia, "benedetta" e difesa dall'amministrazione.  Quel che però fa indispettire bagnanti-turisti e indigeni è come è stata organizzata la divisione tra parte libera-libera e parte a libera ma a pagamento. L'ingresso dal viale alla prima è segnalato da un cartello affisso dal Comune e da un cancelletto che immette tra i tavoli di un bar. Chiaro che chi non conosce la zona può essere indotto a entrare in una struttura privata.  La parte a pagamento ha, invece, un accesso molto più largo e curato e ha pure un nome: Barumba Beach, scritto in un cartello a colori che somiglia tanto a quello di altri stabilimenti balneari.  Insomma, l'impatto visivo è quello di un bagno come tanti altri - anche se senza cabine e con strutture in cemento ridotte al minimo. Con il risultato che i turisti che vorrebbero per scelta o per necessità, evitare di pagare l'affitto di sdraio e ombrellone in uno dei bagni del litorale e godersi la spiaggia gratis - cosa che dovrebbe essere un diritto garantito - si trovano in difficoltà. Quando si parla di sviluppo del turismo, anche di quesot si dovrebbe parlare.

 
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