Spada di Damocle da 35 milioni PDF Stampa E-mail
Carrara news
Giovedì 21 Luglio 2011 13:39

Spada di Damocle da 35 milioni Una spada di Damocle da 35 milioni di euro. Proprio così: una cifra enorme, quella che la ditta Adanti, appaltatrice dei lavori di costruzione del secondo lotto della Strada dei Marmi, ha chiesto ufficialmente alla Progetto Carrara "a titolo di riserve". Per la precisione, 35.114.120 euro. Nero su bianco, la spiegazione di questo enorme rischio potenziale sulle già provate casse cittadine - la Progetto Carrara "è" di fatto il Comune di Carrara, visto che ne è partecipata al 99,94% - è nella relazione del bilancio 2010.  In sostanza, è accaduto che sul registro di cantiere volta per volta la Adanti ha iscritto delle eccezioni, avanzate al Direttore dei lavori in qualità di rappresentante tecnico della società appaltatrice. Nel bilancio si sottolinea che le richieste - che tecnicamente sono finite nel capitolo "riserve" - sono state tutte ritenute non fondate da parte dello stesso direttore dei lavori e, conseguentemente, rifiutate. E si aggiunge che "La semplice iscrizione delle riserve non vale a costituire alcun diritto a favore dell'esecutore dei lavori il quale, pertanto, se vorrà far valere le proprie pretese in sede giudiziaria dovrà dar prova di quanto afferma".

Non solo: "Dovrà fornire una prova, per così dire, duplice, consistente: da un lato, nella dimostrazione di aver provveduto ad iscrivere tempestivamente la propria domanda nella contabilità di cantiere o, se ha proposto in termini apposita riserva, di averla esplicitata nei termini previsti; dall'altro nella dimostrazione della fondatezza dei fatti affermati e tempestivamente iscritti sotto forma di domanda". Insomma, quasi prefigurando fin d'ora un contenzioso da parte dell'Adanti, la Progetto Carrara informa i soci (in sostanza, il Comune), che in sede di giudizio l'Adanti dovrà dimostrare "non solo di aver svolto, per la realizzazione dell'opera commissionata, un'attività parzialmente difforme, per tempo o modalità di esecuzione o altro, rispetto a quella inizialmente prevista, ma altresì che tale difformità si è resa necessaria per la corretta esecuzione del compito affidatogli".  Nella relazione, la Progetto Carrara ribadisce di ritenere prive di fondamento le richieste dell'Adanti, e quindi di non aver provveduto a iscrivere a bilancio nessuna cifra a eventuale copertura di queste revisioni dei prezzi. Non si esclude però che in seguito si possa arrivare al riconoscimento di somme a titolo di riserve (sia in sede transattiva o in sede giudiziale); in quel caso si avrà un passivo per la Progetto Carrara e in ultima analisi per il Comune, che da convenzione in vigore, ha l'impegno di coprire tutti gli oneri legati alla via dei Marmi.  

BILANCIO IN PERDITA. Anche senza tenere conto della spada di Damocle dell'Adanti, che probabilmente andrà per via giudiziaria, il bilancio della Progetto Carrara ha chiuso in perdita di quasi due milioni di euro, a fronte del leggero attivo (ottomila euro) dell'anno scorso. I fatti che hanno inciso negativamente, si spiega nella relazione: una minore fatturazione per servizi per 340.000 euro; i maggiori proventi derivanti dalla cava (circa 104mila euro) sono stati abbondantemente compensati dai maggiori costi conseguenti alla risistemazione della stessa, così come i maggiori introiti derivanti dal Piano della Sosta (l'anno precedente erano partiti a maggio) sono stati compensati dai maggiori costi di servizi e del personale. E ancora: l'incidenza del canone dovuto al Comune (200.000 euro) per il piano della sosta mentre l'anno precedente era stato azzerato; la decisione di accantonare 300mila euro a fronte di eventuali oneri futuri; maggiori oneri corrisposti ai professionisti per circa 100mila euro; e soprattutto pesano i circa 920mila euro riconducibili alla chiusura del contenzioso con l'Agenzia delle Entrate.

 
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